APPROFONDIMENTI
M@rketing inconsapevole o strategico?
01/05/2008
Vorrei aprire questo blog con una riflessione inerente la cultura aziendale, il marketing e la cultura aziendale del marketing. Piuttosto che parlare di strategie e di esempi (per questi basta prendere un libro), pongo l’accento sui soggetti che attuano le teorie e li riconduco a due macro-categorie: quelli che fanno marketing inconsapevole e quelli che fanno marketing strategico. La mia riflessione nasce dall’esperienza e dall’incontro con chi si occupa di questo settore in aziende e dalla frequentazione di corsi con istruttori che in diversi anni di studio, di master, di pratiche e consulenze varie non hanno mai sentito parlare di strumenti di analisi statistiche, di cruscotti e del valore dell’informazione. Nascono dall’incontro con persone che disegnano grafici o che posizionano elementi su di essi senza sapere che tutto ciò che è alla base sono dei dati o meglio delle informazioni. Ritengo che facciano parte della prima categoria quei personaggi che attuano le così dette strategie di marketing in maniera inconsapevole perché per mancanza di “fondi” o di conoscenze non dispongono di uno strumento valido consultabile ogni volta che si intende investire risorse (economiche, umane ecc,..) o solo per studiare l’andamento dell’attività. Quando si parla di imprenditoria le parole che seguono sono: fronteggiamento del rischio, concorrenza e ritorno degli investimenti. Bene. Non investendo in strumenti validi non solo il rischio aumenta e non lo si fronteggia se non in ritardo rispetto la concorrenza ma è praticamente impossibile studiare il valore che le campagne di marketing apportano all’impresa. Le aziende che hanno scelto di conoscersi e di monitorare il proprio andamento sanno quello che fanno. Possono sapere in ogni momento dove si trova ogni singolo prodotto nel suo ciclo di vita e di sicuro non posizionano a vanvera i prodotti su cui hanno investito in ideazione, produzione e distribuzione, nella matrice di Boston. La mia considerazione finale è che spesso la curiosità e la cultura sono il valore aggiunto di un’impresa. Quanti sanno che esistono dei prodotti che rendono il marketing NON una teoria ma una strategia?
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